Saturday, April 22, 2006

Fabio Orsi Osci LP/Smallvoices



Fabio Orsi
"Osci" LP

limited edition of 320 copies

cat. nr.: SVV006 | format: LP | tracks: 2 | lenght: 36:23 | ean: 8032644743069






SmallVoices is happy to present a new Italian promising artist: Fabio Orsi. 'Osci' is a two long tracks album (remixed by Gianluca Becuzzi/Kinetix) of ambient drone music, field recordings and experimental melancholic soundcapes... Using processed folk music parts (taken during folkloristic festivals, typical of the Apulian folk tradition), Fabio creates a dreaming atmosphere crossing between balls and bellows, silence and spirituality, everyday life: at home, in a church, in the countryside, at the small-town feast. All these sounds mixed and processed through digital machines: an encounter between modernism and tradition. Image a sort of mixture between Alio Die's ambient works, William Basinski's melancholia, Phil Niblock's experimentalism.
Fabio Orsi plays: guitars, samples, field recordings, laptop.
The black heavy weight vinyl was packaged in an elegant sleeve and including 3 postcards.

Osci is a deep hole into the ground of the loved/hated traditional music. It is a snatch with the past, watching it from unusual perspective, with deforming lens under coloured lights. Osci never meets "Art", it is something like a hack. As the sickle relates about the man, but it's completely unconcerned with their destiny. He speaks the speech of crickets and ants. Time no exist. Telephone are not used to ring and the bees are assembling a "flying saucers" with the elements of an old washing machine. Telephone doesn't know how to ring and voices are gliding in to the dark from mouths full of soil and cheap beer, talking about obscene love proposals. Under the Sun we reverse a big stone and the name of a girl crawls out, into the grass. Someone picks up it from the ground, and put it on the neck as an amulet. Violin's strings clasp the heart in an August night. Flames itching the flesh with pain. Finally our body shows infinite chances. Inside and outside. Every single pore is a hole. Inside is outside. A blink. We would like to shake the skin from bodies, jumping in the fire. A blink. Then we leave by car, disappearing on dusty roads. Sentenced to a slow craziness. All the rumours pushing under the scab. Where the streets are swelling as the veins and the buildings are collapsing, we plant a microphone, cold as a needle.
sav


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versione italiana:

SmallVoices è fiera di presentare una nuova promessa italiana: Fabio Orsi. 'Osci'è un album composto da due tracce (remixate da Gianluca Becuzzi/Kinetix) di "drone music", registrazioni di campo e sonorità melanconico/sperimentali...Manipolando spezzoni di registrazioni di musica folkloristica (catturate durante sagre folkloristiche, tipiche della tradizione pugliese), Fabio crea un'atmosfera da sogno a metà strada tra balli e urla festanti, silenzio e spiritualità, quotidianità: a casa, in chiesa, in campagna, in festa. Tutto ciò mixato e processato attraverso macchinari digitali: un incontro tra moderno e tradizione. Immaginate una sorta di miscela tra l'ambient ipnotica di Alio Die, la malinconia di William Basinski e la sperimentalità di Phil Niblock.
Per quest'opera Fabio Orsi utilizza: chitarre, campionamenti, registrazioni di campo, laptop. Disco in vinile nero pesante con elegante copertina e 3 cartoline postali.

Osci è un buco profondo scavato nel terreno dell'amata-odiata musica tradizionale. Rappresenta la volontà di strappare le radici e osservarle da prospettive insolite, con lenti deformanti sotto luci colorate. Osci non ha niente a che spartire con l'arte, piuttosto somiglia a una zappa. Come una falce racconta dell'uomo, ma gli è indifferente la sorte degli uomini. In Osci si parla la lingua dei grilli e delle formiche. Il tempo non esiste. I telefoni non sanno ancora squillare e le api costruiscono dischi volanti coi pezzi di una lavatrice abbandonata. I telefoni non sanno più squillare e le voci scivolano nel buio da bocche impastate di terra e birra scadente per biascicare oscene proposte d'amore. Sotto il sole rovesciamo un enorme sasso e il nome di una ragazza striscia fuori, nell'erba. Qualcuno lo raccoglie e se lo lega al collo come un amuleto. Le corde di un violino ci stringono il cuore in una notte d'agosto. Le fiamme pizzicano la carne e il dolore fa chiudere gli occhi. Finalmente il corpo ci mostra possibilità infinite. Dentro e fuori. Ogni poro è un buco. Dentro è fuori. Un attimo. Viene voglia di scrollarsi la pelle di dosso e gettarsi nel fuoco. Un attimo. Poi saltiamo in macchina e perdiamo le tracce su strade fatte di polvere. Condannati a impazzire lentamente. Tutti i rumori della terra che gocciolano nell'orecchio. Tutti i rumori che spingono sotto la crosta. Dove le strade si gonfiano come vene e le case cadono a pezzi, piantiamo un microfono freddo come un ago.
sav

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